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PDF version af Ius controversum e processo fra tarda repubblica ed età dei Severi. (Atti del Convegno, Firenze, 21-23 ottobre 2010).

Ius controversum e processo fra tarda repubblica ed età dei Severi. (Atti del Convegno, Firenze, 21-23 ottobre 2010).

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Beskrivelse

La consapevolezza del ruolo centrale assunto dai giuristi nell’e­sperienza giuridica romana - in particolare riguardo alla discipli­na delle relazioni fra privati - ha condotto, soprattutto negli ultimi decenni, a concentrare sempre più l’attenzione sui relativi stili di lavoro (con le tecniche di analisi casistica e di argomentazione che ne furono progressivamente affinate), sui rapporti fra la loro inter­pretatio e le previsioni legislative e (ancor più) magistratuali, sulle dinamiche attraverso le quali si svilupparono e si confrontarono per secoli le soluzioni che essi elaborarono affrontando un’innume­revole serie di casi: soluzioni tutte produttive di ius ma inevitabil­mente non sempre dello stesso tenore.

Declinato il mito del ‘classico’, che tanto aveva inciso sull’i­dea moderna di una fungibilità degli antichi prudentes (così come sulle raffigurazioni di un unico e metastorico regime di molti istituti, rispetto al quale ogni voce dissenziente doveva es­sere posta a tacere tramite ipotesi di interpolazione), è in questa prospettiva che è ancora in gran parte da scrivere una storia del diritto, anche privato, fra tarda repubblica ed età dei Severi.

Il libro curato da Valerio Marotta ed Emanuele Stolfi inten­de, raccogliendo i contributi di un importante convegno fioren­tino del 2010, offrire un contributo in questa direzione, esami­nando la controversialità fra le opinioni dei giuristi da diverse prospettive, sia cronologiche che tematiche: dai mutamenti in­tervenuti con la fine della res publica e l’apparizione di un potere imperiale che da subito ricercò un dialogo con la scienza giuri­dica, anche al fine di gestirne la massa crescente di dissensiones, alle implicazioni che possiamo cogliere nella prassi processuale (e in un’altra ars che vi era coinvolta, quale la retorica), nella disciplina di settori particolarmente fluidi e mutevoli (ad esem­pio quello delle negotiationes affidate a schiavi e filii familias), come pure nei generi letterari coltivati e nelle rappresentazioni del fenomeno fornite dagli stessi giuristi, o ancora nell’effettiva applicazione conosciuta entro le realtà provinciali. Ne è emerso un quadro variegato e composito, in grado di intercettare alcuni dei più significativi fenomeni che interessa­rono la vita del diritto nei secoli centrali della storia di Roma, così da tracciare le linee di fondo per ulteriori indagini che pos­sano far luce su molteplici aspetti di una delle eredità più inci­sive che l’antichità abbia trasmesso alla cultura dell’Occidente.

Valerio Marotta (Napoli 1957) è professore ordinario presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pa­via, ove insegna Storia del diritto romano e Lingua del diritto. È stato, come professeur invité, directeur d’études presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Ha diretto il Dipartimento di Diritto Romano, Storia e Filosofia del Diritto dell’Università di Pavia. Si è occupato prevalentemente di sto­ria del pensiero giuridico e di attività normativa dei principes tra II e III secolo d.C., non trascurando, tuttavia, lo studio del diritto penale e del diritto pubblico romano d’età imperiale. Tra le sue pubblicazioni più recenti, «Ulpiano e l’Impero», voll. I e II (2000/2004); «La cittadinanza romana in età imperiale (secoli I-III d.C.). Una sintesi» (2009); «Das Bürgerrecht im römischen Kaiserreich» (2010); «Diritto e giurisprudenza in Roma antica» (con Cristina Giachi, 2012). È, così come Emanuele Stolfi, fra i coautori di «Diritto privato romano. Un profilo storico» (a cura di Aldo Schiavone, 2010).

Emanuele Stolfi (Firenze 1973) è professore ordina­rio presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Siena, ove insegna Storia del diritto romano, Diritti greci e Fondamenti romanistici del diritto europeo, e dirige il Dotto­rato in Diritto europeo e transnazionale. Diritto di leggi e dirit­to giurisprudenziale negli ordinamenti giuridici occidentali. Si è occupato soprattutto di storia del pensiero giuridico romano, di dottrine contrattualistiche ed ermeneutica negoziale fra esperienza antica ed elaborazione medievale e moderna, e più di recente dell’archeologia di alcune grandi categorie del diritto (diritti soggettivi, legge e nómos, diritto naturale e ius gentium, persona, cittadinanza e ‘guerra giusta’). Tra le sue pubblicazioni, «Profili diacronici di diritto romano» (con Lelio Lantella, 2005), «Introduzione allo studio dei diritti greci» (2006), «Il diritto, la genealogia, la storia. Itinerari» (2010), «Quando la Legge non è solo legge» (2012).

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